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NapoliOPINIONIgiovedì 18 giugno 2020 17:38

Se la vittoria della Coppa Italia diventa occasione di riscatto di un’identità

 “Ovunque vada, in qualsiasi città o strada, in qualunque piazza, corso o museo, io cerco Napoli. Quando entro in un bar aspetto che il barista mi dica “buongiorno signorina, acqua frizzante o naturale?”, che poi lui in realtà lo sa che acqua preferisci, perché qui ti ascoltano, perché il fruttivendolo al mercato ti conserva sempre le pesche più mature ed il salumiere ti riserva la parte di prosciutto più tenera, solamente per portare un sorriso a casa a fine giornata.

Qui se ti mancano un paio d’euro te la servono lo stesso la pizza, e pensa un po’, ti chiedono anche “come la vuoi? Nel menù trovi sia le bianche che le rosse”, e allora per forza non riusciamo ad arrivare a fine mese, e allora per forza abbiamo le tasche piene di quello che qui chiamiamo “ O CORE”, che è diverso dal cuore, è più un modo di essere che un organo vitale, che poi che vita sarebbe senza quel qualcosa che ci spinge a fare del bene.

Io sono innamorata della mia città, penso che non ne esista una più bella al mondo, ma come in qualsiasi altro caso, sono le persone a generare e a distruggere la bellezza, i napoletani hanno qualcosa, che se mi chiedeste cosa non saprei nemmeno rispondervi, proprio come se fossimo stati progettati in modo diverso, come se avessimo tre polmoni e due fegati, e gli antichi lo avevano già capito, sapete quanti artisti hanno deciso di morire, di spegnersi a Napoli, quanti scrittori, musicisti, e probabilmente questo senso di invidia, perché parliamoci chiaro, è invidia, parte proprio da lì.

A volte mi chiedo:” Ma se non fossi nata a Napoli, chi sarei stata, che strada avrei intrapreso, di che colore sarebbero stati i miei occhi e, quanto sarebbe stato onesto il mio sorriso?”, così ringrazio Dio ogni giorno per avermi dato qualcosa in cui credere, qualcosa per cui lottare.

La gente pensa che chi venga da qui abbia un punto in meno, come se dovessimo fare più strada per arrivare ad un traguardo, non sapendo che noi a cinque anni portavamo una tazza di latte al senza tetto fuori la chiesa, che invece di schiacciare le formiche, gli costruivamo la tana per farle stare tranquille, che già da piccole abbiamo imparato a tenerci la borsetta stretta e a non lasciare la mano della mamma, perché voglio essere sincera, la criminalità, la violenza esiste anche qui, ma è questo il punto “ANCHE”, e non è giusto che si veda solo quello, non è giusto che solo quello si faccia notare.

La vittoria di ieri sera ha dato ai napoletani il coraggio di essere napoletani, ha riempito il cuore di ognuno di noi, perché finalmente siamo riusciti a sconfiggere qualcosa di più forte, di  più potente, di più organizzato, qualcosa che solo Napoli avrebbe potuto sconfiggere con la sua lealtà ed onestà, più forte dal punto di vista economico intendevo, perché certo, sono la prima ad essere moralista e per bene, però non posso onorare chi mi odia, non posso onorare chi spera che il Vesuvio ci uccida tutti, nè chi ci ha rubato soldi, dignità e gioia, ieri sera peró ce la siamo ripresa tutta.

E sapete che vi dico, parlate pure, di come  le famiglie siano scese in quattro su un motorino, di come nessuno portasse la mascherina, parlate, ma quando a Milano le strade erano stracolme di gente in piena pandemia, o quando i vostri giornalisti ci diffamavano, desiderando di vederci morti, noi pensavamo a sfornare dolci e ad ascoltare canzoni romantiche, e forse la differenza è proprio qui, “O CORE” è un privilegio, ed in quanto tale è solo per pochi.

Napoli ha fatto di me la persona che sono,e ancora cerco qualcuno da ringraziare, a volte mi siedo sugli scogli, guardo il mare e sottovoce dico “grazie”, nessuno mi sente, ma penso che il gabbiano che vola sempre sulla mia testa, l’ultima volta si sia accorto di qualcosa, perché invece di mangiare quel pesce, si è posato accanto a me, ammirando un’opera d’arte il cui sculture è ancora ignoto. Probabilmente non saró mai un’artista, una scrittrice o una musicista ma, come si dice? “Vedi Napoli e poi muori”? La verità è che chi vede Napoli non vorrebbe morire mai, la verità è che chi vede Napoli in paradiso ci è già.

FOTO DI ROBERTO ZANNINI

 

 

[di Arianna Iovino ]
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