• mercoledì 22 maggio 2019
  • Seguici su

MUNICIPALITA' 7SPETTACOLOmartedì 9 aprile 2019 17:26

Raffaella Vacca, da Secondigliano a Belgrado con le danze popolari che uniscono il mondo

La musica e le danze popolari come fil rouge che unisce il mondo. Sembra muoversi in questa direzione la giovane e già ricca carriera artistica di Raffaella Vacca, 25 anni, ballerina di Secondigliano. Una passione quella per la danza che Raffaella comincia a coltivare a soli 9 anni (il nonno paterno, tenore, chiudeva le feste a Porta Capuana, quello materno, compositore di testi e musiche napoletane). Poi i primissimi studi teatrali e l’incontro con Enzo Tammurriello Esposito, con il quale condivide l’amore per le danze popolari e il quartiere d’origine.

«E’ con lui – racconta Raffaella a Periferiamonews – che ho cominciato a girare i luoghi della tradizione, le feste popolari e ad incuriosirci sulle varie danze del Sud».

Raffaella vive in simbiosi con la danza, come se quel ritmo che rimanda alle radici dei nostri avi scorresse nelle sue vene, al punto da portare all’esame di maturità un lavoro articolato con una mappa concettuale a “Tamburello”. «La commissione restò incredula – ricorda – quando come saluto finale chiesi di poter esibirmi della stessa danza, dello stesso tamburello, volevo ballare e suonare per loro».

Le tradizioni rivivono nelle performance con cui Raffaella si è fatta apprezzare in Italia, in particolare al Sud ma anche all’estero (due anni di seguito a Marsiglia, una volta a Belgrado). «Per me – afferma – parlare di tradizione significa recuperare un mondo meraviglioso che è venuto prima di me. Un mondo appartenuto ai giovani di una volta che oggi sono i nostri nonni o genitori delle generazioni attuali. A mio avviso, ogni essere umano ha il diritto – dovere di trasmettere le usanze di ieri ed oggi è bello vedere come si vada diffondendo il ritorno alle radici».

Il ballo è per Raffaella liberazione, rinascita, voglia di vivere. «Sant’Agostino – aggiunge Raffaella – diceva che chi canta prega due volte. Per me chi balla prega tre volte, il ballo è un inno alla vita».

Inno alla vita ma anche alla fratellanza: «Ogni volta che mi sono esibita all’estero ho notato una certa ammirazione nei confronti delle danze del Sud del nostro Paese. Vuol dire che amano la nostra cultura, desiderano ascoltarla, danzarla. Ti accolgono come un fratello e ti senti uguale a tutti».

Raffaella è anche espressione di una bella realtà artistica nata a Secondigliano, l’Officina Musicale, una fucina di giovani talenti condotta sotto la direzione del maestro Emidio Ausiello (sei anni fa l’incontro tra Raffaella e il Trio Tarantae) e attualmente collabora con la compagnia "Sole Luna", gruppo di musica popolare ed innovazione.

Forte il legame tra la ballerina e Secondigliano. «Sono fiera di appartenere ad una terra meravigliosa dove ci sono persone che ogni giorno si impegnano per far emergere il meglio e ad una famiglia che ha creduto tanto in me. Quando al Nord, all’estero, mi chiedono da dove provengo, rispondo con orgoglio “da Secondigliano”.

Il suo motto è “danza la vita al ritmo dello spirito”. Da Secondigliano a Belgrado è un ritmo travolgente, con radici giovani ma già molto profonde nella periferia del mondo.

 

 

[di Redazione ]
Potrebbe interessarti anche ...