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MUNICIPALITA' 7CULTURAsabato 19 gennaio 2019 18:44

Quando il colera infierì su Secondigliano e dal collegio dei Sacri Cuori uscivano viveri e coperte per i sofferenti

1854, il colera torna ad infierire su Secondigliano colpendo un’ampia fascia della popolazione. Don Gaetano Errico, stremato nel fisico, non rinunciò anche in quell’occasione alla sua costante manifestazione di carità. Nel sacerdote i secondiglianesi trovavano giorno e notte un punto di riferimento sia spirituale che materiale. ‘O Superiore li confessava e li assisteva nei più disparati bisogni che, a causa del morbo, si facevano sempre più gravi e urgenti.

A Padre Beniamino, suo nipote, ordinò di distribuire ai sofferenti tutto ciò di cui avevano necessità, portando conforto e beni primari in tutte le case. Fu così che dal collegio dei Sacri Cuori uscivano fuori, senza sosta, viveri, lenzuola, coperte, biancheria. Non soddisfatto, don Gaetano chiese e ottenne dal Municipio la distribuzione di generi alimentari e di un contributo in denaro.

Al suo impegno per far fronte al disagio socio – economico, ‘O Superiore affiancava l’instancabile preghiera. Ai secondiglianesi chiedeva di ritrovarsi ai piedi della Madonna Addolorata, come figli accanto ad una mamma. Fu dalla Vergine di don Gaetano che ottenne la sospirata grazia di porre fine alla strage del colera.

[di Redazione ]
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