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CITYCULTURAmartedì 25 giugno 2019 13:22

Quando con abolizione della tassa sul focatico Secondigliano da caseggiato diventò casale

Prima di assumere la definitiva veste di casale, Secondigliano viene indicato in diversi testi come “caseggiato”, ovvero insediamenti fondati soprattutto su ragioni economiche, limitati a poche abitazioni disposte senza particolari criteri sul territorio, tra le quali si distingue qualche abitazione signorile, meglio definita come borgata. E’ solo quando il caseggiato viene riorganizzato sotto il profilo amministrativo, che avviene la trasformazione in casale. Sia nella prima che nella seconda organizzazione, gli abitanti restano prevalentemente artigiani e contadini impegnati in un lavoro che li vede legati per servitù alla corte o ai notabili del regno.

La trasformazione in casale ricevette una sua formalizzazione a seguito dell’esenzione della tassa del focatico iniziata in età aragonese e riconfermata nel 1505 da Ferdinando il Cattolico.

Con l’annullamento di questa imposta di origine angioina che si applicava ad ogni focolare, cioè su ciascuna abitazione di un gruppo familiare, o su ciascun fumante se l'abitazione comprendeva più gruppi familiari,  si registra un incremento della popolazione dei casali. Gli abitanti, pur vivendo in una condizione quasi di schiavitù economica, trova comunque attrezzature, terreno da coltivare e soprattutto una casa.

[di Redazione ]
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