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CITYCRONACAmercoledì 7 novembre 2018 22:48

Progetto APU, i lavoratori: «Dare continuità a importante opportunità»

Tra i numerosi progetti varati dalla Regione Campania dall'ufficio politche per il Lavoro va  menzionato in particolare, il progetto A.P.U. è la sigla ancora poco conosciuta di Attività di pubblica utilità, una misura di politica attiva, di sostegno al reddito voluta e creata dalla regione Campania, realizzata per dare una continuità lavorativa agli ex percettori di ammortizzatori sociali. Persone fuoriuscite anticipatamente dal mercato del lavoro, non per propria volontà, trovatesi improvvisamente costrette a dover navigare nel labirinto della precarietà. Dopo quattro mesi di collaborazione, si sta per concludere questo percorso di avviamento al lavoro,che secondo il decreto Regionale, prevede un impegno di 80 ore/mese per la durata massima di sei mesi il cui compenso non supera i 580 euro. Era prevedibile che le aspirazioni di reinserimento lavorativo andassero oltre i sei mesi previsti dal decreto varato dalla giunta De Luca. Abbastanza celermente è iniziato un percorso di lotta mirato, lo scopo è quello di dare continuità a questo impegno ed evitare che questo si concluda con il concludersi del progetto.

Tra i portavoce, che rappresentano gli A.P.U. due in particolare si sono impegnati fin da subito per farsi carico delle rimostranze presso le istituzioni di riferimento, Giovanni Pagano e Ciro Buonaurio. Spiega quest'ultimo: «Ad oggi in relazione alle numerose iniziative di mobilitazione già messe in atto per  manifestare le nostre oneste rivendicazioni (diritti), ci siamo gia'relazionati con figure istituzionali quali: Il Ministro Barbara Lezzi(Ministro per il Sud), Gennaro Saiello del M5s  (consigliere regionale), Gianluca Daniele del PD   (consigliere regionale) Il tutto per cercare di individuare in un tavolo di discussione, alla presenza dell'assessore al lavoro e risorse umane Sonia Palmeri, una soluzione che dia continuità al lavoro intrapreso da noi A.P.U. nella pubblica amministrazione. Continueremo a farci sentire, fino al momento in cui (31 dicembre 2018)  le nostre speranze di riaprire un percorso lavorativo "attivo" potranno dirsi concluse, e con esso le velleità politiche e progettuali di chi al contrario genera nuova precarietà ed incertezza».

[di Redazione ]
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