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MUNICIPALITA' 7CRONACAvenerdì 12 ottobre 2018 23:16

Miano, rabbia e dolore ai funerali del giovane ucciso con una coltellata

«Signore dona la forza a questa famiglia di andare avanti, a questo quartiere di distaccarsi dal male. La nostra presenza qui significa che dobbiamo cambiare vita, perché ci sia un quartiere dove i giovani possono scendere di casa senza la paura di non tornarci più».

E’ un monito senza mezzi termini quello lanciato da don Salvatore Cinque, parroco della chiesa dei Santi Alfonso e Gerardo, a Miano, nel corso dell’omelia per i funerali di Raffaele Perinelli, il giovane ucciso con una coltellata al cuore dopo una lite scoppiata per futili motivi.

La chiesa di via Janfolla è gremita all’inverosimile, al punto che il sacerdote è costretto ad accelerare la liturgia.  Dopo la lettura del Vangelo, don Salvatore ricorda Lello come «un giovane sano che andava a lavorare e giocare a calcio» e rinnova l’invito ai giovani a ripudiare ogni forma di violenza. «Vogliamo riscatto per i giovani di questo quartiere, che non devono più utilizzare i coltelli per futili motivi». E chiede giustizia e misericordia, al posto del sangue che continua a bagnare le strade del quartiere a nord di Napoli.

Durante l’ultimo saluto a Lello non mancano malori in chiesa. E’ il dolore straziante che si manifesta in pianti e urla. Fuori alla chiesa, all’uscita della bara bianca, il corteo funebre viene accompagnato dal lancio di palloncini bianchi, dal suono delle trombe e da un lungo applauso. Tra le strade del quartiere striscioni e cartelli ricordano Lello, “«Ti hanno strappato da dentro a noi, non ti strapperanno da dentro di noi. Perix vive!”, con il suo sorriso e il sogno di diventare un campione stroncato da una coltellata nella sua Miano, chiedono giustizia.

Presenti ai funerali anche il presidente della Municipalità, Maurizio Moschetti e numerosi consiglieri. Poco prima della messa, una delegazione di cittadini aveva protestato presso la sede del “parlamentino”, al rione dei Fiori, contro la decisione di tenere la seduta consiliare, in cui si discuteva della mozione di sfiducia a Moschetti, nel giorno del lutto per l’ultimo saluto a Perinelli. Da qui la scelta di sospendere l’assemblea e rinviarla dopo i funerali.

[di Raffaele Sarnataro ]
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