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MUNICIPALITA' 8SPORTgiovedì 25 ottobre 2018 22:29

Kickboxing, la missione di Iaconangelo: «Porto Scampia sul tetto del mondo»

Da Scampia al podio di vicecampione d’Europa. Una scalata travolgente, che per un figlio delle periferie ha ancor più il gusto dell’impresa. “È un’emozione che non si può descrivere. Voltarsi indietro dopo anni di duro lavoro e scrutare l’orizzonte: solo allora ti rendi conto di avercela fatta, senza dimenticare che hai tanta strada ancora davanti” dichiara orgoglioso Francesco Iaconangelo, già 5 volte campione italiano di kickboxing.

Il 24enne napoletano, che deve il soprannome “Katerpillar” al suo coach Fulvio Panarella, ha portato a casa una prestigiosa medaglia d’argento al torneo continentale di ottobre a Bratislava, in Slovacchia. Meglio di lui solo il campione del mondo in carica, il polacco Michal Grzesiack.

Non un punto d’arrivo, ma uno step da cui ripartire, in attesa di nuove sfide e di altri successi, per il giovane formatosi nella palestra Star Judo Club del maestro Gianni Maddaloni, trincea di legalità e scuola di vita per tanti giovani strappati a un passato difficile e alle tentazioni della strada. Quello con la kickboxing è stato un incontro dettato dal destino.

“Fino a 15 anni praticavo la pallanuoto, poi ho scelto la palestra. Ricordo il primo giorno: l’istruttore di sala non era ancora arrivato – racconta Francesco – e così, per non annoiarmi nell’attesa, fui catapultato sul tatami. È stato amore a prima vista”. Alfiere di una disciplina poco considerata dalle cronache sportive, Iaconangelo deve battersi non solo con avversari temibili ma, sempre più spesso, anche contro il pregiudizio.

“Tanti, ancora oggi, storcono il naso quando mi chiedono dove sono nato. Per me portare in alto il nome di Scampia è un vanto e un onore” ribadisce Francesco, che si allena 4 ore ogni giorno, dalle 6.30 del mattino, e frequenta la facoltà di Scienze motorie all’università Parthenope. “Vorrei che la disciplina che amo e che pratico da 8 anni fosse più conosciuta. La kickboxing aiuta i giovani ad accrescere l’autostima, insegna il rispetto dell’avversario, di sé stessi e delle regole, cose che mancano in altri sport più popolari – sottolinea Iaconangelo -. La consiglio a tutti, dai 4 agli 80 anni”.

Abituato a primeggiare, Francesco ha ancora un po’ di amaro in bocca per il secondo posto agli europei Wako, ma non c’è tempo per i rimpianti. “Il prossimo obiettivo è salire quest’anno sul podio più alto del Mondiale”. Nella bacheca, in fondo, c’è ancora tanto spazio.

[di Simone Spisso ]
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