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SecondiglianoCULTURAlunedì 15 giugno 2020 22:58

Don Michelangelo Vitagliano, il ‘’Parroco Vecchio’’ di Secondigliano confessore di San Gaetano Errico

Lungo via Dante, cuore del centro storico di Secondigliano, si può notare un vicoletto dedicato al Parroco Vecchio. Chi era costui? Una premessa sull’aggettivo “vecchio” che in questo caso indica lunga permanenza come parroco dei Santi Cosma e Damiano, la chiesa madre di Secondigliano, e nello stesso tempo una figura religiosa alla quale guardare con rispetto, per il suo importante ruolo di guida spirituale della comunità secondiglianese.

Parliamo di don Michelangelo Maria Vitagliano, vissuto tra il 1773 e il 1858. La sua figura è strettamente legata a quella di padre Gaetano Errico, il santo di Secondigliano. Fu lui, che al giovane Gaetano aveva fatto da maestro insieme ad un altro sacerdote Giovanni Tagliamonte, a introdurlo come insegnante nella scuola comunale di Secondigliano, prima come supplente, poi come titolare dal 1819. Padre Gaetano Errico lo sceglie come confessore. Per sempre.

Nel 1826, sempre a don Vitagliano, ‘o Superiore rivelerà la sua intenzione di costruire una chiesa dedicata alla Madonna Addolorata. Il “Parroco Vecchio” e don Gaetano si ritrovano fianco a fianco nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano. A soli 26 anni, ordinato sacerdote, don Gaetano è già un valido collaboratore.

Don Michelangelo conosce le sue doti, lo scrive in alcuni documenti dell’epoca, perché sa che nel confessionale, dove don Gaetano si misura con umiltà, disponibilità e capacità di ascolto, come nelle strade dove spende la sua vita per i diseredati, ci sono già tracce della sua santità.

 

[di Redazione ]
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