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MUNICIPALITA' 8SPORTsabato 1 giugno 2019 16:16

Dillo a Periferiamonews. «In ricordo di Gino Biancardi, grande coach, maestro e gentiluomo»

In questo modo voglio ricordare il coach della Cestistica Napoli Under 16, Gino Biancardi, di Piscinola.

Il primo anno non ero dirigente quindi lo consideravo un semplice coach! Poi mi hanno proposto di fare da dirigente e dentro di me è cambiato il modo di vedere quest' uomo!

Non dimenticherò mai quando mi invitò per la prima volta ad assistere negli spogliatoi al suo prepartita! Mi si aprì un mondo nuovo!

Il suo fare duro ma gentile, serio ma allegro e accattivante, la sua educazione e il suo essere leale, creava una armonia dove tutto era leggero e dove tutto, in modo armonioso e pulito, diventava Basket!

Ha fatto crescere i nostri ragazzi soppesando i caratteri di ognuno di loro, senza mai far prevalere uno sull' altro!

Odiava i tatuaggi, le fasce nei capelli, i polsini, le cavigliere, gli orecchini, ma chi per lui trasgrediva non era che una pecorella da recuperare e tanto la finiva di sfottere quando si faceva quello che lui pensava. Ed i suoi sfottò erano amati da tutti perché erano di una leggerezza disarmante, sempre simpatici e mai volgari od offensivi!

Subito nel gruppo ha identificato il capitano, subito ha capito chi rimaneva o non rimaneva, per il basket aveva un sesto senso che era infallibile!

Sempre è stato corretto e non amava il rapporto con i genitori solo perché per lui allenare era una cosa seria, quindi non amava interferenze o fare preferenze.

Diceva sempre che il nostro gruppo era il migliore e che quest' anno era certo di vincere il campionato (infortuni permettendo).

Era tanto umile da accettare anche le mie ignoranze cestistiche, ma il giorno dopo mi telefonava e mi diceva dove sbagliavo.

Aveva un debole per il mago Ercolani, e chiedeva con umiltà pareri anche ad altri coach pur di insegnare sempre meglio. Era così travolgente da non far mai mancare manco alla figlia neanche un allenamento, ed amava così tanto i nostri ragazzi da trasmettere la forza del gruppo anche a Laura che ancora oggi ci viene a vedere!

Padre esemplare, sia in famiglia che in campo! Diceva sempre che i ragazzi dovevano prima studiare e poi potevano allenarsi, e quando sapeva che qualcuno andava male a scuola diceva che teneva tutto "appicciat e cerevella !".

Io non avrei mai pensato di affezionarmi così alla sua figura, e anche se ho sempre saputo che non stava bene (lui non mi aveva mai detto nulla), sapevo che comunque era lì, pronto a chiamarmi e a vedere una partita con me.

Adesso con chi la vedrò? Con chi parlerò di basket?

Eppure anche malato, subito hai trovato un tuo degno sostituto in Marco, che ti conosceva bene e anche in questo sei stato perfetto!

Non hai voluto altri che Marco perché hai voluto lasciare i ragazzi, i tuoi ragazzi, in mani sicure.

Ed io ringrazio Dio di avermi dato l’onore di averti conosciuto, perché non ho mai visto nessuno come te, che seguiva ogni singolo ragazzo dentro e fuori dal campo, che insegnava non solo basket ma insegnava ad essere uomini e gentiluomini!

Mi mancherai tanto amico mio e Maestro di basket!

Sono certo che i tuoi ragazzi ti ricorderanno come me e ti onoreranno perché la tua voce forte e gentile risuonerà insieme ai tuoi insegnamenti per sempre nei nostri cuori.

Per sempre il tuo dirigente!

 Renato Villante

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