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ITALIAOPINIONIsabato 28 marzo 2020 14:42

Dillo a Periferiamonews. «Dalla Lombardia in emergenza vi dico: con la forza di tutti possiamo farcela»

Ci scrive Alfonso D’Orsi, giovane di Miano, operatore sociosanitario in  Brianza all’Opera San Camillo.

 

Oggi la Lombardia sta vivendo un momento drammatico a causa dell’emergenza sanitaria mondiale. Da questa regione dove mi sono trasferito per lavoro voglio condividere un messaggio partendo dalla consapevolezza di fronte alla quale ci ha messo questa pandemia: sulla terra siamo tutti esseri umani, non ci sono differenze di alcun tipo. Il virus ci sta insegnando il valore dello stare a casa, una cosa che noi diamo per scontato, presi dalle esigenze di uscire per ragioni lavorative o svago. Stare a casa significa prendere il tempo per noi stessi, non è un tempo perso quello condiviso con i propri familiari, riscoprendo le origini di quei tempi che noi giovani non abbiamo conosciuto, quel calore domestico del dialogo, del confronto, della preghiera per chi crede, il piacere di leggere un libro piuttosto che di ascoltare la musica preferita. La libertà, poi. Anche in Lombardia, come a Napoli, ci sono dei luoghi meravigliosi. Quanti qui vorrebbero andare a fare una passeggiata nel verde, come nella mia città, sul lungomare o nel centro storico. Non possiamo, non dobbiamo. Per la nostra libertà futura. Oggi siamo liberi di stare a casa per essere liberi un domani di andare, in piena salute, fuori casa. E’ anche questa l’occasione per riscoprire lo straordinario lavoro di medici, infermieri, operatori sanitari, spesso dimenticati. Pensiamo a chi deve regalare un sorriso, una parola di conforto agli anziani che si trovano nelle case di riposo. Apprendono dal telegiornale la paura per ciò che sta accadendo fuori ma da mesi non possono abbracciare un familiare. Tra gli anziani, e parlo per esperienza personale, la paura più forte è proprio quella di ammalarsi, andare incontro al peggio senza poter avere il sostegno dei familiari. Pensiamo a chi, a causa del virus, qui ha perso un proprio familiare e non ha potuto accompagnarlo nemmeno nell’ultimo viaggio per le disposizioni vigenti. Grazie anche a chi come sacerdoti, autotrasportatori, cassiere, forze dell’ordine, guardie giurate, addetti alle pulizie, farmacisti, corrieri, operatori bancari e postali, (e non me ne voglia chi ho dimenticato) sono in prima linea in questi giorni. Ricordiamoci di loro anche quando tutto sarà passato. Il rispetto delle regole imposto in questo periodo diventi l’ordinario quando l’emergenza sarà superata. Insieme possiamo farcela. Abbiamo fiducia in chiunque, nel nostro Paese, sta facendo la propria parte. Vi abbraccio virtualmente con una mia foto sorridente, tra la natura della Brianza. Che l’ottimismo, alimentato dalla forza della preghiera, possa contagiare tutti, ne abbiamo davvero bisogno”.

 

 

 

[di Redazione ]
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