• domenica 22 luglio 2018
  • Seguici su

ITALIASALUTEsabato 17 marzo 2018 18:50

Cicatrici, ecco come curarle

La cute o pelle è l'organo più grande ed esteso del corpo. Esso svolge un'azione di mediatore tra l'organismo ed il mondo esterno. La pelle è dotata di meccanocettori molto precisi in grado di trasmettere sensazioni, quali il dolore, la pressione e lo stiramento. Qualsiasi danno che coinvolga il derma ed i tessuti sottostanti comporta sempre la comparsa di cicatrici. Il tessuto cicatriziale è inevitabilmente più resistente del tessuto originario e diventa meno elastico. le cicatrici si dividono in:

CICATRICE IPERTROFICA

E' una cicatrice che si forma in seguito ad un processo di guarigione stressato, si forma nelle ferite legate alle articolazioni.

CICATRICE CHELOIDEA

Il cheloide è una cicatrice che copre una superficie maggiore della ferita stessa. Si forma in soggetti che sono predisposti a tale formazione.

CICATRICE ATROFICA

E' una cicatrice che nel suo aspetto si presenta avvallata a causa della mancanza di collagene e quindi l'area danneggiata non viene riempita completamente. Le più comuni sono le cicatrici lasciate dall'acne e dalla varicella.

CICATRICE RETRAENTE

E' una cicatrice caratterizzata proprio da una retrazione della cute con riduzione della superficie soprattutto nelle zone del corpo soggette a flessione ed estensione. Essa crea un deficit funzionale maggiore o minore a secondo della zona del trauma. La cicatrice da svuotamento ascellare crea un deficit funzionale dell'arto superiore, la cicatrice al collo crea deficit funzionale al tratto cervicale, e cosi via per ogni altra parte del corpo, considerando anche che a un deficit funzionale ne consegue sempre un danno posturale.

La cute è un recettore importante del sistema tonico posturale, la presenza di cicatrici costituisce un disturbo a tale recettore.

Una cicatrice diventa patologica o tossica quando perturba l'organismo e crea disturbi clinici e posturali, essa svolge un'azione pizoelettrica ovvero un'alterazione di sensibilità, creando un vero e proprio corto circuito nella trasmissione delle informazioni all'organismo.

Gli squilibri postural legati alle cicatrici possono essere molteplici, e finche' le cicatrici non vengono trattate restano sempre reattive generando sia una sofferenza limitata all'area del trauma che in zone diverse da esse.

Le cicatrici comportano sempre delle aderenze più o meno profonde. Il meccanismo patologico più frequente è il taglio chirurgico e la sutura non sempre perfetta che oltre a bloccare i tessuti, con il sanguinamento e la presenza di fibrina, che è una specie di colla che unisce i tessuti determina la comparsa delle ADERENZE CICATRIZIALI.

Le cicatrici non si possono eliminare, ma si possono trattare. Se la cicatrice diventa funzionale, si vascolarizza e si interrompe la reazione di sensibilità alterata, con tecniche di scollamento, essa diventa anche bella.

Vuol dire che una cicatrice trattata con tecniche manuali da professionisti specializzati e non improvvisati, nel momento in cui perde la sua rigidità e si elasticizza si confonde con tutto il tessuto circostante non creando più limitazioni funzionale e ne più dolori.

 

Carmen Manfellotto

D.O. Fisioterapista

carmen.manfellotto@gmail.com

 

 

[di Redazione ]
Potrebbe interessarti anche ...