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REGIONECULTURAsabato 15 dicembre 2018 18:24

Arienzo, domani si inaugura il Museo di Sant’Alfonso

Domenica 16 dicembre alle ore 17.30 ad Arienzo, in provincia di Caserta, il vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna apre al pubblico il Museo dedicato a sant’Alfonso Maria de’ Liguori, proclamato nel 1964 patrono unico della diocesi da papa Paolo VI, oggi santo.

 Insieme al vescovo intervengono padre Serafino Fiore, superiore della Provincia napoletana dei Missionari redentoristi e il prof. Gennaro Niola, direttore Ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici.

 Fin dall’inizio, monsignor Antonio Di Donna ha affidato alla protezione del santo il suo ministero episcopale ad Acerra. «Il mio programma è quello che il nostro sant’Alfonso indica per un vescovo: pregare; predicare; dare udienza», disse entrando in diocesi il 10 novembre 2013. E più volte in questi anni ha indicato alla comunità dei fedeli Alfonso quale «santo dei tempi moderni», capace di essere «nuovo nella missione» ai più poveri e abbandonati e «nuovo nella morale», anticipando la Chiesa in uscita di papa Francesco ed annunciando ai più semplici la misericordia di Dio.

Non a caso, al «più santo dei napoletani e più napoletano dei santi», il presule ha dedicato la sua prima lettera pastorale In dialogo con sant’Alfonso, perché la Chiesa di Acerra impari a «curare» tra «i nostri tesori» questo «gigante della santità» che ha attraversato tutto il ‘700, e i cristiani si impegnino ad approfondirne la vita, le opere, il pensiero e la pastorale.

Ancora, ogni anno il primo agosto, il vescovo di Acerra valorizza la festa liturgica del santo attraverso una solenne celebrazione eucaristica con  sacerdoti e fedeli, mentre ha posto sotto la sua protezione la prossima visita pastorale.

 Ma il 16 dicembre, monsignor Di Donna corona un sogno che è stato anche dei vescovi suoi predecessori, in particolare monsignor Nicola Capasso, che nel 1964 chiese al papa Paolo VI, oggi santo, di proclamare sant’Alfonso Maria de’ Liguori patrono unico della diocesi.

 Il Museo avrà sede nel Palazzo vescovile di Arienzo, che per nove anni ospitò sant’Alfonso quando era vescovo di Sant’Agata de’ Goti, diocesi alla quale la cittadina in quell’epoca apparteneva. E in quel palazzo sant’Alfonso perfezionò o scrisse molte opere tra cui La pratica di amare Gesù Cristo.

 Alfonso Maria de’ Liguori nasce il 27 settembre 1696 a Marianella, nei pressi di Napoli. Brillante avvocato, lascia il foro e abbraccia il sacerdozio con l’unico intento di portare l’amore di Gesù Cristo prima tra i derelitti dei luoghi più malfamati della città, e poi agli abbandonati delle campagne più sperdute della Campania. A tal scopo fonda la Congregazione del SS. Redentore. Muore a Pagani, in provincia di Salerno, il primo agosto 1787. E’ proclamato santo nel 1839.

Fu vescovo di Sant’Agata de’ Goti dal 1762. Si trasferì ad Arienzo per motivi di salute dal 1766 al 1775. La diocesi di Acerra si è preparata alla festa di oggi con diversi incontri per riscoprire la spiritualità alfonsiana e la sua attualità.

[di Redazione ]
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