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MUNICIPALITA' 7SCUOLAdomenica 29 marzo 2020 18:45

Coronavirus, la professoressa Bellatalla: «La nuova sfida della didattica a distanza per non far sentir soli i ragazzi»

«Credo molto nelle grandi capacità di adattamento dei nostri ragazzi e penso che sapranno ben affrontare questo nuovo modo di fare scuola, continuando a studiare e quindi a raggiungere tutte le conoscenze, abilità e competenze». A parlare della didattica a distanza, al tempo della chiusura delle scuole per l’emergenza coronavirus,  è la professoressa Edy Bellatalla, da sei anni all’istituto comprensivo “85° - Caro Berlingieri”, fiore all’occhiello del territorio, attualmente diretto dalla professoressa Carmela Mannarelli.  Bellatalla,   ideatrice del “Caro Giornalino online”, il periodico di informazione consultabile sul web e curato da una redazione di giovanissimi giornalisti, che nel corso degli anni si sono confrontati con maestri del giornalismo e personaggi del mondo della cultura, prima ancora delle novità didattiche imposte dalla pandemia, è stata una docente in prima linea nell’utilizzo delle  tecnologie digitali.

 Professoressa, in che modo la scuola dove insegna ha organizzato la didattica a distanza in questo periodo di emergenza covid-19? Lei in particolare come sta portando avanti il programma?

 «La scuola in cui insegno si è posta, dal primo momento dell'emergenza coronavirus, il problema di essere di supporto agli alunni, accompagnandoli sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista empatico, infatti nel Sito della scuola è stata strutturata un’area dove sono state caricate, in maniera graduale e per classi parallele tutte le attività didattiche per tutti gli alunni, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola  secondaria di primo grado.  Ci si è subito attivati per creare delle caselle di posta elettronica dedicate a ciascuna classe per la restituzione delle attività svolte. Questo metodo è servito in un primo momento per far capire a tutti che la scuola doveva continuare per dare normalità in questa emergenza sanitaria, per non escludere nessuno e per raggiungere tutti, anche chi non possiede mezzi tecnologici come pc e tablet ma semplici smartphone. Dal punto di vista empatico, il sito si è arricchito di aree collaborative i cosiddetti Padlet, delle Bacheche di saluti virtuali, dove si è stabilita  una modalità interattiva tra gli alunni, docenti e genitori che si stanno rivelando importantissimi in questa fase di collaborazione con la Scuola e dove ognuno ha lasciato, saluti , commenti e immagini per non sentirsi lontani. Gradualmente si passerà alla fase della didattica a distanza dove si prevederà  anche il contatto visivo con gli alunni, utilizzando una Piattaforma strutturata con modalità  di videoconferenza, dove gli alunni si ritroveranno tutti nella loro "classe virtuale”. I docenti dopo un primo approccio empatico con gli alunni,  inizieranno ad interagire  strutturando attività  didattiche con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla Piattaforma didattica. Io essendo una docente di sostegno ed avendo un rapporto diretto e giornaliero con i genitori dei miei alunni, sin dal primo giorno della chiusura della scuola, ho utilizzato in accordo con le famiglie, il canale WhatsApp per sentirci ancora vicini attraverso videochiamate, messaggi e audio. Come me penso che tutti i docenti di sostegno abbiano privilegiato questo canale per essere vicini ai propri  alunni».

Parla con i suoi alunni, in generale, del virus? Quali sono le maggiori preoccupazioni dei ragazzi?

«Dal primissimo momento sono stati gli stessi alunni a parlarci spontaneamente di come la loro vita sia cambiata in questa emergenza, sono nate riflessioni, pagine di diario, disegni, fumetti tutto per sdrammatizzare la nuova situazione o forse per farsi coraggio. Da un recente sondaggio europeo a cui alcune classi della nostra scuola  secondaria di primo grado hanno partecipato con l' eTwinning, piattaforma elettronica  di gemellaggi europei, mi ha fatto piacere scoprire che su 70 studenti tra  italiani, turchi, spagnoli, francesi, portoghesi, moldavi, albanesi e della Giordania il 60% non ha ansia per la nuova situazione, il 98,6 % ha mantenuto i contatti con i propri amici anche se con i social con lo smartphone, l'88,6 %  ha mantenuto contatti con i propri insegnanti e tutti hanno dato consigli su come organizzare la propria giornata in questo "tempo del coronavirus", dichiarando di trascorrere la giornata, facendo i compiti, leggendo un buon libro, giocando al pc, tablet o smartphone  o semplicemente " incontrandosi" virtualmente con gli amici, facendo anche attività  fisica a casa».

 Il ministro Azzolina ha lasciato intendere che difficilmente le scuole riapriranno prima degli esami. Teme ripercussioni sulla preparazione dei ragazzi in vista sia degli esami che della ripresa dell’attività didattica tradizionale, probabilmente a settembre?

«Come ha ribadito più volte la stessa Ministra Azzolina la priorità  è  la salute, si ritornerà  a scuola quando ci saranno le dovute condizioni di sicurezza. Penso che questa sia la priorità  di tutti, sia dei genitori, sia degli insegnanti. Sicuramente siamo di fronte ad un "nuovo" modo di fare didattica, che sta mettendo tra i  primi posti una delle otto  competenze chiave, quella digitale, ma che sicuramente si integrerà  perfettamente con lo sviluppo delle altre competenze».

[di Redazione ]
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