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MUNICIPALITA' 7SOCIETA'giovedì 7 marzo 2019 11:28

‘’La canzone di Zeza’’, al Teatro Arca’s torna a vivere il teatro di tradizione orale del Carnevale

Si intitola “La canzone di Zeza” ed è un’espressione di teatro di tradizione orale, ancora oggi presente in alcune zone della Campania e legata al periodo del Carnevale. Una forma di spettacolo, già sold out nelle precedenti dati, che torna a vivere il 23 marzo alle 21 e il 24 marzo alle 18, al Teatro Arca’s (via Veterinaria, 63).

La rappresentazione, nata da un’idea di Michele Maione e Emidio Ausiello, vede come interpreti: Mimmo Scippa, Marcello Raimondi, Enzo Tammurriello, Gennaro Rosa. Le musiche sono a cura di Emidio Ausiello e Michele Maione, i costumi di Enzo Tammuriello, il trucco di Maria Rosaria De’ Liquori, le luci di Enrico Scudiero. Gran parte dei protagonisti sono espressione di quella fucina di artisti che, nel solco della tradizione, è il quartiere Secondigliano.

“La canzone di Zeza”  racconta la vicenda di Zeza e suo marito Pulcinella, il quale non vuole che sua figlia Vicenzella si sposi. Ma Zeza, madre ruffiana e condiscendente fa in modo che sua figlia si incontri e scambi la promessa di nozze con il giovane pretendente Don Nicola. L’azione è puramente rituale in quanto rappresenta la figura di un anno, padre ormai morente il quale cede a rassicurare con un nuovo matrimonio la continuità di un ciclo vitale naturale. Questa trasposizione mette l’accento sugli elementi rituali rappresentati soprattutto dagli archetipi dei personaggi, i quali, mascherati rivelano tutta la loro umana ambiguità. (anche i ruoli femminili sono interpretati da uomini). Non esiste morale, mostruosità e vitalità convivono nelle maschere come dell’animo umano.

 La rappresentazione è quasi interamente cantata. Le musiche, eseguite dal vivo, sono in parte desunte dalla tradizione e rielaborate, in parte riscritte. La danza finale racchiude in se tutto il senso della rappresentazione: le atrocità a cui è teso l’uomo non possono frenare il flusso della vita che si perpetua. La tarantella appunto non è altro che un percorso (trance) dall’oscurità degli inferi alla luce del sole e del cielo stellato.

Per informazioni  e prenotazioni: 3462100916 – 3887506025  circoloarcas@gmail.com

[di Redazione ]
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