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CITYCULTURAsabato 4 luglio 2020 16:27

‘’EmozioNapoli’’. La città della gente

Io credo sia il sole a fare la differenza, sembra che Napoli sia costantemente più vicina all’equatore, e nonostante esistano paesi e continenti con temperature più alte, il nostro sole è capace di riscaldare anche l’Antartide, chissà poi cosa ha di così straordinario.

A volte lo guardo da lontano, e cerco di capire, quasi di svelare i suoi segreti, perché quando descriviamo la nostra città la prima parole che ci viene in mente è sole? È così da sempre, da quando re Carlo di Borbone acquisì tanto potere da riuscire a governare anche la Spagna, rimanendo sempre fedele ed affezionato alla nostra terra, la stella dovette influire anche il quel caso.

Ovunque vada è sempre alla stessa distanza, Argentina, Islanda o Norvegia, qui però è come se camminasse per i vicoletti insieme a noi, è come se, affacciati alla finestra, le raccontassimo le nostre idee, i nostri pensieri, magari con qualche amica, magari con una tazzina di caffè poco zuccherata, così che si possa sentire la vera essenza.

Ho visto signore sedute fuori la porta di casa, e bambini giocare, correre e ridere per le strade, ho visto ragazze arrivare tardi dal parrucchiere e ragazzi sudare per poter anche mangiare, ho visto pizzaioli educati ed avvocati insolenti, madri sfinite e padri assenti, ho visto il ragazzo delle rose regalarle a fine giornata, e l’imprenditore di un’azienda edile non pagare il parcheggiatore a Mergellina, ho visto contraddizioni e bugie, perché non è vero che i bambini disturbano i turisti, nè che i pizzaioli sono solo macchine senza emozioni.

Ho visto siciliani o addirittura africani chiamare la nostra città, “la città del sole”, ed ora ho capito, il sole noi ce lo abbiamo negli occhi, anche di notte, anche quando non abbiamo tempo per sorridere. Quando le mamme delle mie amiche, o le maestre a scuola mi dicevano che i miei occhi brillassero, che il mio sorriso portasse luce, io pensavo che lo dicessero perché non vedevano nient’altro in me, solo una bambina che diceva “grazie mille” quando le permettevano di andare in bagno. Ancora oggi dico grazie, lo faccio di continuo, ho ancora quel sorriso lì, e a 16 anni vengo riconosciuta come “la ragazza che ha il sole negli occhi”, pensate che se fossi nata a Milano sarebbe stata la stessa cosa? A volte ci rifletto su, se non avessi visto quelle signore chiacchierare per strada, e quei ragazzi dare tutto per arrivare a fine giornata, se non avessi cantato quei cori allo stadio e quelle canzoni d’amore fuori alle chiese, cosa ne sarebbe stato di me, chi sarei io oggi?

Devo tutto a Napoli, i miei sogni, i miei progetti, le mie ambizioni e le mie credenze, devo la mia anima ad una città che l’ha donata a me. Tuttora credo sia il sole a fare la differenza, non credo che continuerò a cercare la sua magia guardando la stella, ma parlando con le persone, la vera luce, il vero calore sono i napoletani, probabilmente quella del sole è solo una metafora, perché chiamarla “la città della gente” sembrava poco carino, ma se un giorno dovessi trovare un posto in giro per il mondo che abbia la stessa gente di Napoli, sono sicura che sarebbe l’ultimo giorno sulla terra e che Dio volesse mi sentissi a casa.

E mi sembra tutto migliore quando sono qui, e perfino le stelle appaiono più grandi e le paure impercettibili. E il mare ha un rumore diverso se ascoltato sui miei scogli, e la birra più fresca se bevuta ai miei baretti. E mi sembra tutto più semplice visto da qui, i gabbiani volano più in alto e gli insetti restano in basso, e liberiamo l’amore e soffochiamo l’odio, perché Napoli ha un potere, non so se gettato da quella immensa massa di ardore, dal mare, dai pizzaioli, dai bambini, dai sorrisi o da Dio, non saprei chi ringraziare questa volta. E allora vorrei non doverlo mai fare, perché se è un sogno vorrei continuare a sognare. E allora non gridiamo, non cambiamo, perché forse basterebbe solo non smettere di ridere per sentirci ancora così vicini all’equatore.

[di Testo di Arianna Iovino - Foto di Gianfranco Del Prete ]
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